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Il pelo del Pastore Bergamasco
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skipper
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Il pelo del Pastore Bergamasco
Cosa ne pensate?Voi come li tenete i vostri cani?
Riporto il parere di Roberto Biza dell'allevamento d'Egitto http://www.pastorebergamasco.com/index.htm:
"Passiamo infine all’argomento più discusso e discutibile: il pelo.
Essendo un cane di montagna il “Bergamasco” è protetto da un pelo abbondante.
Il lavoro in montagna è molto faticoso ed è indispensabile garantire al cane la maggior agilità e leggerezza possibile.
Da sempre tutti i cani vengono tosati a primavera in modo da affrontare l’intera fase lavorativa in piena libertà; già a fine stagione ogni soggetto avrà prodotto sufficiente pelo da garantirgli una morbida e calda pelliccia per tutto l’inverno.
Questa è un’usanza certa, consolidata ed indiscutibile.
I cani rimangono agili, puliti e freschi anche sotto il sole dei duemila metri.
La pessima usanza di lasciare che il pelo cresca sino a strisciare per terra, oltre che non essere tipica e del tutto infondata, è fonte di grande disagio e malattie per il cane senza peraltro produrre alcun risultato positivo.
Il pelo lungo riduce fortemente la mobilità del cane pregiudicando le sue caratteristiche peculiari quali l’agilità e la prontezza.
Anche l’igiene e la pulizia vengono seriamente compromessi e con essi la possibilità di godere della sua impagabile compagnia.
Per convincere anche i più scettici propongo di allargare gli orizzonti ed osservare nel suo insieme la grande famiglia dei cani a pelo lungo europei, dal Briard al Bobtail.
Ogni nazione sostiene che è stata la propria razza ad originare le altre; forse nessuno ha ragione ma è certo che le varie razze sono tutte strettamente imparentate e perciò simili; infatti tutti producono un sottopelo finissimo che tende naturalmente ad infeltrirsi ed a formare un grumo inestricabile, che nei Bergamaschi si chiama taccola.
Se la taccola non viene rimossa continua a crescere creando disagi impensabili; i nostri mandriani, ma anche quelli francesi o inglesi, non hanno il tempo di pettinare i propri cani e provvedono alla loro toelettatura con tosature periodiche, ma nessuno si sognerebbe di lasciar crescere il pelo sino a terra, innanzitutto per il grande rispetto che portano al loro cane.
Tra una tosatura e l’altra, effettivamente, il pelo che si raggruma può avere una sua funzionalità, ma solo ed esclusivamente se viene ad assumere una forma larga e piatta, come delle vere e proprie tegole, capaci quindi di svolgere una funzione genericamente protettiva sino a quando non superano gli 8/10 centimetri.
Questo discorso è valido per un soggetto che lavora e che è esposto a molti pericoli, ma è assurdo estenderlo al cane di casa; quel che è peggio se il pelo non viene accorciato perde ogni utilità e finisce per diventare un autentico spazzolone che raccoglie sporcizie ed escrementi senza soluzione di continuità.
Entrando ancora di più nello specifico bisogna aggiungere che il Bergamasco è caratterizzato da due differenti tipi di pelo: prevalentamente caprino nella sua metà anteriore e prevalentemente pecorino nella metà posteriore.
Il pelo caprino è per definizione ispido e non si infeltrisce; la presenza delle taccole deve quindi essere ammessa solo ed esclusivamente nella parte posteriore, dove la prevalenza di pelo lanoso favorisce la formazione dei grumi di pelo; qualunque eccesso di taccole non deve essere considerato un merito, bensì una grave degenerazione della razza.
Girovagando per le campagne francesi ho personalmente visto più di un Briard coperto di taccole, ma nessun francese è orgoglioso di proporre un cane sporco e pretende che alle mostre canine sfili pulito e pettinato.
La Provincia di Bergamo (interessante manuale scritto da Luigi Re, editrice Bolis, 1957) dedica un discreto spazio al Pastore Bergamasco e lo rappresenta in fotografia con il pelo fluente, senza nemmeno una taccola.
I Bollettini Ufficiali del Kennel Club Italiano degli anni venti ritraevano cani dal pelo lungo e fluente, quasi senza taccole. Perchè allora i Bergamaschi, anzichè puliti e pettinati, sfilano goffamente appesantiti da orribili (e qualche volta puzzolenti) pellicce, sempre costretti a mostrare la parte peggiore di sè ?
La gente si avvicina incuriosita, ma poi rimane inevitabilmente spaventata dallo spettacolo non sempre edificante ed è forse anche per questo motivo che la razza sopravvive al limite dell’estinzione con una natalità bassissima, triste fanalino di coda delle razze da pastore europee.
C’è da chiedersi comunque il perchè di questo pelo spropositato ed ingiustificato, specie in considerazione del fatto che si tratta di un fenomeno recentissimo, giusto degli ultimi 20/30 anni.
La risposta che trovo più convincente è, secondo me, dovuta al fatto che sul Bergamasco non si è mai effettuata una autentica ricerca storica, estesa a tutto il suo mondo circostante, in grado di colmare i vuoti di conoscenza e dalla quale poter ricavare induttivamente la realtà storica, ma si è sempre viceversa preferito prendere per buone anche le teorie più stravaganti od eccentriche.
Senza un’approfondita ricerca che supporti con dati di fatto e riscontri inoppugnabili le teorie che ognuno ha (troppo) liberamente espresso, qualunque testo scritto rimane la semplice opinione di questo o di quell’esperto, ma non può e non deve condizionare la vita del cane di casa e nemmeno quella di un’intera razza.
Considerando che questo arbitrio estetico non solo fa male al cane, ma ci impedisce di godere delle grandi doti di cui è ricco il Bergamasco invito da tempo tutti i suoi possessori ad avere nei suoi confronti un gesto di doveroso affetto, come si conviene a maturi ed onesti cinofili, ma devo riconoscere che il mio appello cade ancora nel vuoto: l’abitudine di maltrattare il “Bergamasco” lasciando che il pelo cresca a dismisura è ancora pervicamente e incredibilmente radicata, difficile da estirpare .Mio nonno era un Bergamino, ho 50anni e sono nato con i Pastori Bergamaschi in casa e da ormai trent’anni li allevo e li seleziono professionalmente. La mia conoscenza del Bergamasco è empirica, ma decisamente profonda e sicuramente molto più ampia di altri che si limitano ad accoppiare i Bergamaschi, magari da 40anni, senza sapere nulla della sua vita e della sua storia.
E’ per questo motivo che quando mi chiedono le caratteristiche principali del Bergamasco, da tempo ormai rispondo: “Il BERGAMASCO è un cane a pelo lungo, ma se il pelo è troppo lungo significa solo che il suo padrone se ne disinteressa e lo maltratta.”"
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| 14-05-2008 17:49 |
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Fred40
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Re: Il pelo del Pastore Bergamasco
Ciao Skipper! vedo che alcuni hanno letto, ma nessuno ti ha risposto...
Ti posso dire come io tengo la mia Luna, pulita, e spazzolata, per adesso, ha 7 mesi, e sinceramente, anch'io avevo letto quello che ha scritto Roberto Biza, avevo anche visto il suo sito, ed è stato grazie alle foto dei suo cani, che mi sono convinta a prendere un Bergamasco. In effetti, le taccole a me non piacciono, e penso anch'io che il cane possa perdere in agilità con tutto quel peso adosso (pare che possa persare anche 7kg!).
Quindi per adesso, finché il pelo è gestibile, la spazzolo quando ha bisogno, e comunque, non meno di 3 volte alla settimana (poi quando fa da matti che torna piena di fieno ed erbe varie, ricomincio da capo!). L'importante è non spazzolare mai con il pelo bagnato... (da bagnata la trovo incredibilmente magra, anche bruttina poverina! ma da asciutta, con il pelo bello morbido e gonfio, è bellissima!). Penso che poi se cresce a dismisura, accorcerò il pelo, in modo che rimanga sempre con un pelo fluido, lungo ma gestibile.
Devo dire che adesso che c'è erba secca in giro, mi riempe la casa e per questo, la voglio vedere il più pulita possibile.
Provo a mandare una foto di Luna.
Tu come tieni il tuo?
So che per i puristi, spazzolare un Bergamasco è un'assurdità, loro ritengono che le taccole siano la caratteristica principale della razza, ma non ho intenzione di presentare Luna ai concorsi, sarebbe scartata, pelo non conforme...
Per me, l'importante è che lei rimanga agile, leggera, felice e bella da vedere...
Ciao
Frederique
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| 15-05-2008 11:14 |
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Magnagati
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Re: Il pelo del Pastore Bergamasco
Io ho un Bergamasco con il mantello a bioccoli e devo dire che non mi trovo molto d'accordo con lo scritto di Roberto Biza di cui tra l'altro ho anche il libro Storia e leggenda del cane da pastore bergamasco.
L'autore cita il Briard ed il Bobtail come esempi, tra i due è senz'altro il bobtail ad essere più vicino al bergamasco come mantello tanto che lo Scanziani in un sua testo dice che il bobtail circa 50 anni prima era molto simile al nostro bergamasco.
Le razze poi subiscono continuamente un'evoluzione tantochè il briard che oggi si vuole con il pelo caprino era rischiesto alla fine dell'800 con il pelo lanoso, un tempo i pastori selezionavano i cani per la loro bravura e non certo per il loro pelo e di conseguenza non vi era nemmeno omogeineità di tipo.
Il biza poi non cita neppure lontanamente razze come il Puli o il Komondor del quale gli ungheresi vanno fierissimi e che certamente richiedono una maggiore "manutenzione", non cita nemmeno il pastore o pastorino dei pirenei, ecco un'estratto dello standard di questa razza: Il pelo, lungo o semilungo, ma sempre ben folto, è quasi piatto o leggermente ondulato, più spesso e lanoso sulla groppa e le coscie, la sua tessitura è tra il pelo di capra e la lana di pecora. La mescolanza del pelo morto e del pelo lanoso può formare in certi soggetti delle specie di ciocche o di corde chiamate “cadenettes” e talvolta delle placche o “matelotes”
Il pelo poi in estate per mia esperienza lo protegge dai parassiti (non ha mai avuto pulci e pochissimi zecche localizzate in testa dove il pelo viene tenuto spazzolato. Con il caldo poi ho visto che nel corso degli anni più il pelo cresce e meno il cane lo soffre, il mantello funge da vero e proprio isolamento termico (il Komondor nella puszta ungherese sopporta temerature che vanno dai -20° ai +40°), d'altronde i cani non sudano ed il sudore è il sistema con cui gli esseri umani raffreddano il corpo, l'importante è avere una canna nasale che possa raffreddare l'aria in entrata (le razze con il muso fortemente schiacciato come il bulldog sotto questo punto di vista soffrono moltissimo il caldo).
Per quel che riguarda la pulizia io gli faccio un bel bagno in'estate e poi in inverno quando nevica lo porto in montagna e la neve pulisci molto meglio di qualsiasi bagno, le zampe poi e altre parti si possono lavare molto più spesso.
Non è vero poi che il mantello non è spazzolabile, un paio di volte al mese si può spazzolarlo per eliminare eventuale sporcizia, quando si bagna inoltre non sa quel tipico odore di cane bagnato.
A proposito di manutenzione è interessantissimo il capitolo sulla Cura del mantello nel testo Il Bergamasco il pastore delle alpi della scomparsa dottoressa Andreoli, testo che ho avuto direttamente da lei pochi mesi prima che ci lasciasse.
Per quel che riguarda le origini credo che ci siano persone come il nostro presidente, il professor Luigi Guidobono Calvachini e come la dottoressa Maria Andreoli che si sono dedicati e si dedicano con passione allo studio della razza; a questo proposito mi piacerebbe molto leggere un testo che compare nella monografia sul pastore bergamasco scritta dal nostro presidente, il testo è una tesi di laurea: Analisi biometrica sul mantello del cane da pastore bergamasco.
Capisco benissimo i pastori che tosano i loro cani per praticità, nel testo del nostro presidente però ci sono delle foto di alcuni pastori con i loro bergamaschi tenuti con il mantello a bioccoli.
Comunque per concludere al di la del mantello la cosa che più mi ha impressionato da quando ho un pastore bergamasco è il suo meraviglioso carattere, che prescinde da quale sia la forma del suo pelo.
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| 15-05-2008 12:11 |
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skipper
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Re: Il pelo del Pastore Bergamasco
Ciao Skipper! vedo che alcuni hanno letto, ma nessuno ti ha risposto...
Ti posso dire come io tengo la mia Luna, pulita, e spazzolata, per adesso, ha 7 mesi, e sinceramente, anch'io avevo letto quello che ha scritto Roberto Biza, avevo anche visto il suo sito, ed è stato grazie alle foto dei suo cani, che mi sono convinta a prendere un Bergamasco. In effetti, le taccole a me non piacciono, e penso anch'io che il cane possa perdere in agilità con tutto quel peso adosso (pare che possa persare anche 7kg!).
Quindi per adesso, finché il pelo è gestibile, la spazzolo quando ha bisogno, e comunque, non meno di 3 volte alla settimana (poi quando fa da matti che torna piena di fieno ed erbe varie, ricomincio da capo!). L'importante è non spazzolare mai con il pelo bagnato... (da bagnata la trovo incredibilmente magra, anche bruttina poverina! ma da asciutta, con il pelo bello morbido e gonfio, è bellissima!). Penso che poi se cresce a dismisura, accorcerò il pelo, in modo che rimanga sempre con un pelo fluido, lungo ma gestibile.
Devo dire che adesso che c'è erba secca in giro, mi riempe la casa e per questo, la voglio vedere il più pulita possibile.
Provo a mandare una foto di Luna.
Tu come tieni il tuo?
So che per i puristi, spazzolare un Bergamasco è un'assurdità, loro ritengono che le taccole siano la caratteristica principale della razza, ma non ho intenzione di presentare Luna ai concorsi, sarebbe scartata, pelo non conforme...
Per me, l'importante è che lei rimanga agile, leggera, felice e bella da vedere...
Ciao
Frederique
Ciao!Io adesso ho una cucciola di 5 mesi, che ho preso proprio all'allevamento d'Egitto ,quindi non si pone ancora il problema.Prima di questa ne ho avuta un'altra che è venuta a mancare ad Ottobre(aveva 14 anni): per diversi anni con l'arrivo della stagione calda la portavamo a tosare a pelle e a lavare, in questo modo il pelo le ricresceva per l'inverno.Poi dato che vedevo sui libri le foto dei Bergamaschi con le taccole ho provato a lasciarglielo crescere e a separare le taccole sul posteriore e l'ho lasciata così per 3 anni.La scorsa primavera dato che era già un cane di 13 anni e negli ultimi anni aveva fatto diversi interventi a causa di un tumore e mi ricordavo che il caldo nelle estati precedenti la provava abbastanza, ho deciso di farla tosare di nuovo a pelle.
Una cosa è certa sembrava rinata, mangiava di più rispetto ai giorni precedenti ed era molto più vivace.
Con questo non voglio dire che il Bergamasco soffra con le taccole, questo è ovviamente il caso della mia cagna che era già vecchia e sicuramente provata dagli interventi che aveva subito.
Io però trovo che con il pelo troppo lungo e le taccole sia molto difficile tenere pulito il cane:io ad esempio li lascio nel giardino e ho una serie di piante che scaricano dei rami che sono terribili, si vanno ad incastare nel pelo ed è veramente difficile toglierli.Quando avevo il cane con il pelo lungo mi mettevo lì tutte le sante sere a cercare di toglierlglieli ma era veramente una guerra e ciò nonostante non si poteva definire il cane propriamente pulito.
Tosarli o comunque tenerli con il pelo non troppo lungo trovo che sia più funzionale e comodo, il pelo comunque ricresce per l'inverno e quindi non c'è il rischio che rimangano esposti al freddo.
Sicuramente il Bergamasco con il pelo molto abbondante e le taccole può presentare una protezione ideale per un cane che lavora ad altitudini elevate e in circostanze difficili ma il cane che viene tenuto anche in giardino difficilmente viene esposto a condizioni così estreme da richiedere un mantello del genere.
Ho letto che Luna ha 7 mesi quindi il pelo non è ancora abbastanza lungo e non si sono formate ancora le taccole, quindi sei ancora salva
Però per tenerla sempre così devi spazzolarla frequentemente e portarla regolarmente in un negozio di toelettatura di modo che il pelo non diventi troppo lungo e possano farle quello che mi sembra si chiami lo stripping.
Alla cagna che avevo prima lo avevamo fatto solo una volta da cucciolona perchè dopo che il pelo era troppo lungo, e diciamo pure non troppo pulito, ci avevano detto che per poterla lavare dovevano per forza tosarla
Ciao
Simone
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| 15-05-2008 18:18 |
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skipper
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Re: Il pelo del Pastore Bergamasco
Io ho un Bergamasco con il mantello a bioccoli e devo dire che non mi trovo molto d'accordo con lo scritto di Roberto Biza di cui tra l'altro ho anche il libro Storia e leggenda del cane da pastore bergamasco.
L'autore cita il Briard ed il Bobtail come esempi, tra i due è senz'altro il bobtail ad essere più vicino al bergamasco come mantello tanto che lo Scanziani in un sua testo dice che il bobtail circa 50 anni prima era molto simile al nostro bergamasco.
Le razze poi subiscono continuamente un'evoluzione tantochè il briard che oggi si vuole con il pelo caprino era rischiesto alla fine dell'800 con il pelo lanoso, un tempo i pastori selezionavano i cani per la loro bravura e non certo per il loro pelo e di conseguenza non vi era nemmeno omogeineità di tipo.
Il biza poi non cita neppure lontanamente razze come il Puli o il Komondor del quale gli ungheresi vanno fierissimi e che certamente richiedono una maggiore "manutenzione", non cita nemmeno il pastore o pastorino dei pirenei, ecco un'estratto dello standard di questa razza: Il pelo, lungo o semilungo, ma sempre ben folto, è quasi piatto o leggermente ondulato, più spesso e lanoso sulla groppa e le coscie, la sua tessitura è tra il pelo di capra e la lana di pecora. La mescolanza del pelo morto e del pelo lanoso può formare in certi soggetti delle specie di ciocche o di corde chiamate “cadenettes” e talvolta delle placche o “matelotes”
Il pelo poi in estate per mia esperienza lo protegge dai parassiti (non ha mai avuto pulci e pochissimi zecche localizzate in testa dove il pelo viene tenuto spazzolato. Con il caldo poi ho visto che nel corso degli anni più il pelo cresce e meno il cane lo soffre, il mantello funge da vero e proprio isolamento termico (il Komondor nella puszta ungherese sopporta temerature che vanno dai -20° ai +40°), d'altronde i cani non sudano ed il sudore è il sistema con cui gli esseri umani raffreddano il corpo, l'importante è avere una canna nasale che possa raffreddare l'aria in entrata (le razze con il muso fortemente schiacciato come il bulldog sotto questo punto di vista soffrono moltissimo il caldo).
Per quel che riguarda la pulizia io gli faccio un bel bagno in'estate e poi in inverno quando nevica lo porto in montagna e la neve pulisci molto meglio di qualsiasi bagno, le zampe poi e altre parti si possono lavare molto più spesso.
Non è vero poi che il mantello non è spazzolabile, un paio di volte al mese si può spazzolarlo per eliminare eventuale sporcizia, quando si bagna inoltre non sa quel tipico odore di cane bagnato.
A proposito di manutenzione è interessantissimo il capitolo sulla Cura del mantello nel testo Il Bergamasco il pastore delle alpi della scomparsa dottoressa Andreoli, testo che ho avuto direttamente da lei pochi mesi prima che ci lasciasse.
Per quel che riguarda le origini credo che ci siano persone come il nostro presidente, il professor Luigi Guidobono Calvachini e come la dottoressa Maria Andreoli che si sono dedicati e si dedicano con passione allo studio della razza; a qesto proposito mi piacerebbe molto leggere un testo che compare nella monografia sul pastore bergamasco scritta dal nostro presidente, il testo è una tesi di laurea: Analisi biometrica sul mantello del cane da pastore bergamasco.
Capisco benissimo i pastori che tosano i loro cani per praticità, nel testo del nostro presidente però ci sono delle foto di alcuni pastori con i loro bergamaschi tenuti con il mantello a bioccoli.
Comunque per concludere al di la del mantello la cosa che più mi ha impressionato da quando ho un pastore bergamasco è il suo meraviglioso carattere, che prescinde da quale sia la forma del suo pelo.
Come ho già scritto io ho trovato difficile tenere pulito il cane con un mantello molto abbondante.Tu al tuo non hai mai neanche accorciato le taccole?All'allevamento d'Egitto ad esempio i cani hanno le taccole sul posteriore ma tenute corte.
Un consiglio che mi ha dato Biza è quello di tosare a pelle il cane quando compie all'incirca un anno di modo che si elimina il pelo lanoso del cucciolo e poi di lasciare che il pelo cresca e che si formino le taccole.
Mi piacerebbe leggere i libri che hai citato (Storia e leggenda del cane da pastore bergamasco e Il Bergamasco il pastore delle alpi), si trovano da qualche parte?
Ho quello del Cavalchini ma non questi...
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| 15-05-2008 18:33 |
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Magnagati
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Re: Il pelo del Pastore Bergamasco
Come ho già scritto io ho trovato difficile tenere pulito il cane con un mantello molto abbondante.Tu al tuo non hai mai neanche accorciato le taccole?All'allevamento d'Egitto ad esempio i cani hanno le taccole sul posteriore ma tenute corte.
Un consiglio che mi ha dato Biza è quello di tosare a pelle il cane quando compie all'incirca un anno di modo che si elimina il pelo lanoso del cucciolo e poi di lasciare che il pelo cresca e che si formino le taccole.
Mi piacerebbe leggere i libri che hai citato (Storia e leggenda del cane da pastore bergamasco e Il Bergamasco il pastore delle alpi), si trovano da qualche parte?
Ho quello del Cavalchini ma non questi...
Io tengo il pelo quasi raso nella zona perianale ed inguinale per motivi di pulizia, comunque se non mi ricordo male anche nel testo del professor Cavalchini c'è scritto che si può tenere corto in tali zone.
Il consiglio di Biza di tosare ad un anno il cane credo che non sia necessario, nel testo della dottoressa Andreoli si consiglia nel primo anno di tenere il cane spazzolato in modo da eliminare il pelo da cucciolo.
Per quanto riguarda i due libri quello della dottoressa Andreoli è introvabile io dopo moltissime ricerche mi sono rivolto direttamente a lei con una lettera e lei con un gesto che mai dimenticherò me ne spedì una copia esprimendo la sua gioia nel sapere che il pastore bergamasco aveva trovato un nuovo appassionato, ahimè il mio grande rammarico è che non ho mai avuto l'opportunità di conoscerla di persona.
Per quel che riguarda il testo Storia e leggenda del cane da pastore bergamasco penso che non dovresti avere problemi a trovarlo, io l'ho comprato direttamente dall'editore ma tempo dopo mi è capitato di vederne tre copie in una libreria
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| 15-05-2008 18:50 |
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skipper
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Re: Il pelo del Pastore Bergamasco
Ok grazie.Allora provo a cercarlo
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| 16-05-2008 12:11 |
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VSC1939
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Re: Il pelo del Pastore Bergamasco
Il mantello è senz’altro l’aspetto più appariscente del Pastore Bergamasco che ne fa una razza unica e singolare. Quando si cammina in città con un Bergamasco, la gente si gira a guardarlo e ad ammirarlo, ma certamente l’aspetto più appariscente è il mantello. Ricordo un raduno delle razze italiane a Venezia, attraversare Piazza San Marco con Famei al guinzaglio, è stata veramente un’impresa, la folla di turisti si fermava, chiedeva, voleva informazioni, voleva fare la fotografia con Famei. Recentemente una rivista giapponese ha fatto un reportage sul Bergamasco con bellissime fotografie dove il mantello esprime la razza in tutta la sua bellezza. Certamente un Bergamasco tosato non attira l’attenzione di nessuno e non parteciperebbe a nessuna passerella o best in show. Nonostante questa mia premessa il problema è stato ampiamente dibattuto tra allevatori. Addirittura nel 1982 è stata fatta una tesi di laurea sperimentale sul mantello del Bergamasco in cui sono stati analizzati al microscopio e misurati (diametro e lunghezza ) più di 6000 filamenti provenienti da dieci cani differenti e di due allevamenti. I risultati sono parzialmente riportati nel testo il Pastore Bergamasco de Vecchi Editore da me scritto. I filamenti del mantello si differenziano principalmente per la loro struttura, pelo o lana e per l’embricaura delle cellule corticali. Come descritto nello standard di razza e nella cura del mantello riportato in questo sito, il mantello deve essere costituito da filamenti lanosi e da pelo più duro al tatto e maggiormente impermeabile più abbondante nella parte anteriore del corpo. I due tipi di filamenti insieme vengono a costituire dei feltri più o meno compatti tacole la cui consistenza e tendenza a formare un vello unito varia da cane a cane a seconda della tessitura del mantello e del rapporto lana/pelo caprino. Vi sono differenze considerevoli tra il mantello di un bergamasco e l’altro c’è il mantello più impermeabile e quello meno e così quello che asciuga più rapidamente dell’altro dopo essere stato bagnato e lavato. Un altro particolare importante è costituito dalla cute del Bergamasco, se confrontata con quella di molte altre razze di cani con differenti mantelli: corto, duro, semilungo, notiamo una differenza notevole. La cute del Bergamasco è molto fine con poco grasso sottocutaneo e questa è una caratteristica di razza, legata ad una selezione indiretta conseguente alla presenza di un mantello lungo ed abbondante che protegge la cute, che altrimenti non sarebbe se il pelo fosse stato mantenuto tosato. Tra l’altro la presenza di una cute fine è in tutte le razze segno di qualità. Il mantello abbondante è pertanto funzionale e protegge il cane dal caldo e dal sole degli alpeggi e da qui la frangia davanti agli occhi che fa da visiera e i feltri sul mantello che lo difendono dal freddo. Ma il mantello costituisce anche una difesa meccanica verso i rovi o i morsi di altri animali. Certamente il cane che vive libero in campagna o che fa il pastore non potrà avere il mantello da show un esempio è il mio Pacì che porta tutti i giorni al pascolo le pecore ma che ugualmente io porto alle esposizioni e che spesso viene penalizzato perché il mantello non è così abbondante.
Personalmente ho sempre tenuto Bergamaschi in casa, curandone il pelo e lavandoli periodicamente senza problemi e di Bergamaschi ne ho avuti tanti visto che il mio affisso risale al 1949. Per prima cosa la tessitura del pelo deve essere quella giusta, ma poi il mantello va curato e non lasciato incolto, evitiamo che si formino bioccoli sulla barba sul ciuffo su e attorno le orecchie, petto e garrese, spazzolando periodicamente o pettinando con un pettine a coltelli larghi; teniamo rasato il ventre e accorciamo nella regione perianale; dividiamo bene i bioccoli della coda. Non è un grosso lavoro, ma periodicamente va fatto e se fatto bene il mantello sarà in ordine e non creerà problemi ne a voi ne al vostro cane. Il mantello è completo a tre anni ma attorno all’anno - anno e mezzo bisogna impostarlo nel modo giusto, quando poi il cane invecchia e il pelo diventa particolarmente lungo possiamo accorciarlo o tosarlo tenendo però presente che ci vorranno altri tre anni perché si riformi un mantello decente. Certamente la soluzione di tosare il cane annualmente è quella più veloce e meno impegnativa, ma certo non fa il bene della razza e non è vero che bergamini e pastori tosassero i cani ogni anno, lo facevano solo quando il mantello era particolarmente lungo. Peraltro io rispetto le idee di tutti e voglio far presente che alla recente passeggiata del 1° maggio sul lago di Iseo c’erano Bergamaschi tosati, altri con i cornini in testa a dividere il ciuffo e altri con mantelli abbondanti, la giornata è stata piacevolissima e trascorsa in allegria in compagnia dei nostri cani.
L.G.C.
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| 20-05-2008 10:43 |
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skipper
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Re: Il pelo del Pastore Bergamasco
il Pastore Bergamasco de Vecchi Editore da me scritto
Davvero bello, non so quante volte l'avrò letto...mi ricordo praticamente a memoria le foto con le relative didascalie
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| 20-05-2008 17:12 |
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VSC1939
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Re: Il pelo del Pastore Bergamasco
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| 21-05-2008 16:35 |
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Magnagati
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Re: Il pelo del Pastore Bergamasco
Hanno fatto proprio un bel servizio sul pastore bergamasco, addirittura gli hanno dato la copertina.
Peccato non poter leggere cos'hanno scritto sarebbe stato molto interessante.
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| 21-05-2008 19:06 |
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croccanterock
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RE: Il pelo del Pastore Bergamasco
Hai ancora a risparmio sorrisone Ma per tenerlo così, si dovrebbe spazzolamento regolarmente e frequentemente mettono in un negozio di toelettatura in modo che i capelli non diventi troppo lunga e può fare quello che penso è chiamato stripping.
Rete di telecomunicazione
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| 13-11-2008 00:50 |
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Erika Dolermo
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RE: Il pelo del Pastore Bergamasco
E chi ha un cane come il mio che quando ha i bioccoli un po' troppo grossi per i suoi gusti se li strappa a morsi? Cosa posso fare?
Premetto che cerco di tenere Filippo spazzolato, in quanto lui conduce il gregge, ma la sera viene a dormire in casa, anzi ho giusto scoperto che quando io vado a dormire lui si mette sul divano.....
Visto il suo comportamento (divano) e ed il suo lavoro sto cercando di raggiungere un compromesso, gli lascio venire le tacole (non troppo grosse se no se le strappa) sulle zampe e sotto il collo, così quando si azzuffa con i cani che vengono ad infastidire le capre è più protetto e per il resto lo spazzolo, secondo voi può andare?
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| 16-12-2008 12:36 |
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Magnagati
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RE: Il pelo del Pastore Bergamasco
Secondo me può andare, se leggi la risposta poco più sopra del nostro presidente (VSC1939) trovi un'esempio di bergamasco che lavora. Comunque mi raccomando di tenergli difeso il collo, se già non hai letto, leggi qui: http://www.pastore-bergamasco.net/mybb/s...php?tid=69
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| 16-12-2008 13:12 |
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giorgio di paola
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RE: Il pelo del Pastore Bergamasco
Ho letto con attenzione e credo di poter dire la mia.
Pelo largo o pelo corto questo é il problema.
Se ti compri una fiat, non la trasformi in un alfa romeo, quindi perché comprare un bergamasco per tenerlo come un Briard o un Bearded Collie. Per il carattere? La mia esperienza mi dice che tutti i cani da pastore hanno un carattere molto simile.
Sono un professionista del gromming canino e devo dire che se rispettiamo lo standard,non avremo problemi di mantenimento del mantello.E questo vale per tutte le razze.
Per esempio, se tagliamo a macchina il pelo di una razza a pelo duro, la prima cosa che si perde é l'impermeabilitá dello stesso, con il tempo perderemo la testura, e per ultimo il colore.
Quanti sono gli Schnazer sale e pepe, nero e argento che sono diventati completamente grigi ? Il colore sale e pepe per i cani da salotto é un ricordo e questo si deve a una incorretta toelettatura.Esempi si possono fare con molte altre razze come il Cocker, il Maltese, il Perro de Agua español, il Lagotto Romagnolo,e un lungo eccetera.
Credo che la cura del mantello del nostro cane sia una parte fondamentale del rapporto cane-padrone. Si forma un legame come con il gioco, la caccia, o il lavoro.
Nel caso del nostro amico il p.b. non é cosí difficile come si puo credere e nemmeno cosí laborioso.
Non penso svelare qui la mia tecnica, peró se insistete...
É evidente che dobbiamo fare una differenza tra il cane che lavora e quello che non lavora, ma che partecipa ad expo di bellezza; non di funzionalitá.
Sono per terminare, assolutamente contrario a tosare a "pelle"
qualunque razza.
¿Avete visto qualche volta un beduino nel desetro... in cuoio?
Qua si dice che: lo que dá calor quita calor.
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| 22-02-2010 13:29 |
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