Andiamo è tempo di migrare, a fine giugno pastori e mandriani raccolgono il loro bestiame e si spostano sull’alpe in cerca di pascoli freschi. Come è nelle sue tradizioni ormai consolidate, la S.A.B. Società Amatori del Cane da Pastore Bergamasco, ha organizzato il raduno sociale in un incontaminato ambiente alpino dal 3 al 5 luglio a Vezza d’Oglio ai piedi dell’Adamello. Gli appassionati di questa nostra razza sono arrivati da tutto il mondo per partecipare al workshop e raduno del Pastore Bergamasco, la partecipazione è stata superiore alle aspettative e così pure i consensi e gli elogi per questi tre giorni intensi di contenuti tecnici e di intrattenimenti a differenti tematiche. In auto dal Nord Europa, Norvegia, Svezia, Finlandia, dalla Germania e dalla Svizzera con camper attrezzati e con cani al seguito, ma alcuni allevatori sono arrivati anche dalla Gran Bretagna e dagli USA spinti dalla passione per la razza.
Venerdì 3 luglio si è svolto il convegno tecnico con il patrocinio e il contributo dell’ENCI, alcune relazioni sono state tenute da docenti dell’Univesità di Milano, gli argomenti trattati sono stati i seguenti: Tipicità e costruzione, Prevenzione delle patologie ereditarie, Caratteristiche del mantello, I colori del mantello e loro trasmissione genetica, cura del mantello, come migliorare i contatti internazionali, Database genealogico (Breedmate), ed in chiusura interventi programmati sulla situazione del Bergamasco nel mondo. Le relazioni sono state presentate anche in lingua inglese e proiettate in contemporanea nelle due lingue in modo tale da dare la possibilità di seguire a tutti i partecipanti. Diversi gli interventi e l’interesse dimostrato in particolar modo dagli allevatori stranieri. In due lingue sono stati anche stampati gli atti del convegno che sono stati messi a disposizione degli intervenuti. Seguirà la produzione di un DVD che verrà inviato a chi lo richiederà (segreteria@pastore-bergamasco.net). In un processo generale di globalizzazione è di estrema importanza che gli allevatori di tutto il mondo condividano i medesimi obiettivi di selezione ed abbiano una medesima immagine del tipo ideale della razza, specie in quei paesi non membri della F.C.I. in cui gli standard non sono quelli del Paese d’origine della razza, ma sono rifatti e rimodellati con punti spesso discutibili. Si sono poi illustrati con chiarezza i meccanismi genetici di trasmissione dei differenti colori del mantello, argomento di non facile comprensione, ma illustrato con chiarezza e in modo esaustivo dal dott. Stefano Marelli. La prevenzione delle Patologie ereditarie, illustrata dal dott. Roberto Grassi ha messo in evidenza l’esigenza di maggiori controlli anche nel Bergamasco, pur non presentando la razza problemi particolari; la possibilità di lettura del libro genealogico dell’ENCI on line, senz’altro rappresenta un importante traguardo e uno stimolo per gli allevatori ad effettuare i controlli sui propri riproduttori che sono poi resi visibili a tutti. Speriamo quindi che l’impegno preso da alcuni allevatori di aumentare i controlli possa servire da stimolo anche ad a altri.
Per quanto riguarda il mantello è stato accolto e promosso un messaggio molto chiaro, il pelo deve essere di giusta qualità e il mantello non deve essere lasciato incolto ad abundantiam, ma deve subire una cura periodica, un grooming che deve iniziare già dai primi mesi di vita ed in ogni caso il mantello non deve in nessun caso essere di impedimento ai movimenti sciolti del Bergamasco e deve in primo luogo salvaguardare il benessere dei nostri cani. Lo standard infatti non dice che il mantello deve toccare terra e che più lungo e abbondante meglio è; lo show sui rings specie dei Best vuole la sua parte, ma non bisogna esagerare.
La giornata di sabato è stata interamente dedicata al festival del Bergamasco, prima una rapida visita culturale alle incisioni rupestri dei Camuni di Capo di Ponte, dove graffiti del Neolitico che risalgono al quarto millennio a.c. già raffiguravano dei cani stilizzati oltre che effigi di quella dura vita primitiva. Per poi spostarsi all’Alpe in Val Grande a 1800 m di altezza nel Parco Naturale dello Stelvio, ai confini con quello dell’Adamello in un ambiente immacolato ricco di malghe, che durante la stagione estiva accolgono mandriani e pastori seguendo le tradizioni secolari, dove il Gruppo Alpini ci ha accolto con un’ottima polenta, salsiccia e formaggio. Qui i Bergamaschi si sono sentiti particolarmente a loro agio in un ambiente a loro famigliare di cui hanno memoria nel loro DNA. Pacì e Fabrizio hanno dimostrato, tra gli applausi generali, come si conduce un gruppo di pecore e successivamente altri soggetti hanno dato dimostrazione delle loro capacità e dell’addestramento ricevuto, o semplicemente hanno voluto avere conferma delle attitudini naturali dei propri cani. E’ seguita poi l’Agility, organizzata da Elisa, dove i Bergamaschi hanno dato prova della propria duttilità. A sera la cena sociale sempre all’alpe in un agriturismo tutto per noi dove non è mancata l’allegria.
Alla domenica il Raduno Ufficiale ENCI con 37 cani iscritti e giudice la tedesca Ingrid Weininger specialista della razza. BOB la femmina iscritta in libera Monella allevata da Fabrizio Nava e di proprietà di Pietro Cattaneo, BOS Aldo dei Pitoti, maschio iscritto in classe giovani da Elisa Pietta e di proprietà di Giovanna Bomassina . Belli e apprezzati i ricchi premi con bassorilievi della testa di Bergamasco scolpiti su legno ed altri in metallo. Una medaglia commemorativa per i 60 anni della S.A.B. 1949-2009 a tutti i partecipanti al convegno e al raduno.
E’ stata una manifestazione veramente al di sopra di ogni aspettativa per la scelta dei luoghi, l’organizzazione e la partecipazione internazionale, che fa bene sperare per il futuro della nostra razza e per la sua diffusione nel mondo.